lunedì 10 agosto 2015

RIFLESSIONI A COLORI

Guardo la tastiera del mio portatile..  ci sono troppe cose che vorrei scrivere eppure non riesco ad allineare e a far scorrere sui tasti ciò che penso.
 E' troppo tempo che non scrivo, ne ero quasi certa che  sul armocromia  non ci siano molte cose da dire, oltre a quelle già dette.
No, non è nemmeno quello il motivo. E' come se avessi perso nei mesi la passione o la fede nel scrivere sui colori, su quali tonalità possono donare  ad una categoria cromatica piuttosto che ad un'altra. 
  Ripenso a tutti i miei articoli e mi chiedo come mai in quei momenti era tutto così facile, tutto così immediato e scorrevole. Era facile, era spontaneo perché ogni singola analisi del colore, ogni foto, ogni studio approfondito di un viso mi regalava nuove scoperte, nuove sfaccettature su qualcosa che sembrava già ben collocato in una categoria che dovevo semplicemente armonizzare con una palette. 



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  Poi, ad un certo punto mi sono imbattuta in dei limiti. Limiti che mi facevano rimanere un po' in superficie, che non mi facevano procedere oltre. E sopraggiunge la delusione.
Non puoi scrivere articoli sul colore se non vedi il mondo a colori, se la tua visione dell’armocromia è in qualche modo disillusa …  non potevo. E così ho scelto di allontanarmi.
 Finché, qualche giorno fa mi è stata fatta una domanda: “dimmi perché scrivevi di colori, armonia dei colori?” Avrei voluto elencare una lunga lista del perché. Invece l’unica cosa che mi veniva in mente, la sola risposta che sono riuscita a dare è stata :
“perché scrivere ciò, per me era scrivere le emozioni, perché il colore è emozione”
Frase piuttosto semplicistica, con ripetizioni, anche un po’ infantile..  eppure è stata la frase che per me ha segnalato la fine di un percorso. Quello di cercare di categorizzare il colore, le emozioni e magari anche di tentare di racchiuderlo in stereotipi; di collocarlo in perimetri ben delineati attinenti solo alla moda, all'armonizzare e abbinare.
Una consapevolezza che per diventare tale ha avuto bisogno di una pausa; di  infrangere vecchi schemi e anche del accettare l’idea che forse il percorso dell’armocromia per me si era esaurito e quindi chiuso. 
Quella semplice domanda ha dato a me la risposta che cercavo, il motivo per il quale io sono qui a scrivere di nuovo.
   Le emozioni a colori. Trascrivere le emozioni in linguaggio armocromatico.
Forse tendevo a stereotipare l’uso dell’armocromia. Cercavo sempre il brio e la perfezione. Non sempre le emozioni sono gioiose e prorompenti e sicuramente non sono sempre armoniose.
A volte c’è bisogno del grigio per apprezzare la delicatezza di una tonalità che non avremo notato;  e quello che potrebbe essere triste o piatto si trasforma in una nota di pura eleganza:




  Forse, quello che per mesi mi ha fatto lasciare da parte e pensare di chiudere con l’armocormia era proprio questo: il fatto che generalmente si cerca di  uniformare il suo uso a livello di categorie cromatiche. Il che è  possibile fino a un certo punto.  L’armocromia nasce appunto per aiutare a conoscere quali sono i propri colori naturali e qual è la palette che valorizza senza sforzo quest’ultimi.  E in più articoli ho dimostrato quale beneficio ( e quale danno) può apportare il colore:

Nessuno esente.
Tuttavia non si può e non si dovrebbe restringere il suo utilizzo solo a tale scopo. I colori sono soprattutto il display più importante della nostra emotività, di un modo di essere, di sentire e di rapportarsi al mondo esterno.
Di solito l’individuo che impara a conoscersi a fondo ed impara ad accettare chi è realmente, quando inizia ad amare la sua unicità, istintivamente viene attratto dai colori che li somigliano.




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 Interviene poi un piccolo problema. Ci si ritrova di solito a cercare un po' alla cieca ciò che istintivamente sappiamo ci valorizzano, scegliere ad occhio qualcosa che pensiamo si avvicina salvo poi ritrovarsi con tonalità di trucco o di vestiario che non sono quelli che volevamo. 




Colorcollective

Ed è li che interviene l’armocromia: offre una palette di colori come guida. Una guida che anziché restringere la scelta la amplia. Non più quindi, una ricerca affannosa  di abiti che vorremo ma non possiamo perché a noi quel colore non sta bene, ma scegliere già con cognizione di causa. Qualsiasi colore a patto che  rispetti due condizioni: 
1. Che rispecchi la nostra palette naturale, quella che portiamo sul viso, nei capelli nello sguardo


Montanasweetpea.tumblr



2. Che rifletti ciò che noi siamo e ciò a cui aspiriamo.  
Entrare in possesso di una palette di colori e conoscere la propria stagione è solo l'inizio. L’armocromia significa poi imparare ad affinare la percezione di sé e di conseguenza migliorare il modo di proiettare al esterno l'immagine di ; comunicare senza equivoci chi siamo e cosa vogliamo in quel determinato momento. 
E' solo con tale consapevolezza che ci si può poi permettere a usare come mezzo di espressione i colori, anche quelli che non fanno parte della propria palette: sapendo l'effetto che hanno si sceglie il messaggio che si vuole comunicare e la parte di  che si desidera trasmettere. 
I colori possono essere in tal caso un linguaggio chiaro e limpido per esprimere esattamente quello che vogliamo che gli altri vedano in noi. 

Potremo quindi mostrarci nella completa naturalezza dei colori fedeli alla nostra palette e svelarci senza filtri ne maschere:




Oppure, adesso i colori possono diventano strumenti per esprimere e comunicare.

Usati come dettagli per accentuare un modo di essere femminile:





Come simbolo di una scelta di vita: 


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Indossati per acutizzare una personalità già incisiva:




Accessorio di una raggiunta consapevolezza ed elegante femminilità: 



Abbinati ad un modo di percepire la vita, trasformati in un firma ed uno stile proprio e unico:



  Parlare del mio lavoro a volte fa nascere sguardi interrogativi e compiacenti.    Affermo spesso quanto segue: 
 il colore in generale è la forma visuale più potente che abbiamo a disposizione per comunicare ed uno degli strumenti più efficaci per esprimere e suscitare emozioni, prima ancora che avvenga qualsiasi altra forma di comunicazione fra individui

E questa mia affermazione fa sorridere.. è per questo che avevo lasciato ed è soprattutto per questo che riprendo a scrivere e a parlare di colore. Per illustrare emozioni a colori. 
Il potere del colore è tale che ha creato confini e delineato popolazioni:







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Ha designato luoghi di appartenenza che si celebrano con orgoglio:

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Ha regalato eleganza inimitabile e ha distinto intere generazioni:


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Codici di colore vengono usati da sempre per immedesimarsi in ruoli che giochiamo nella vita o nella storia:




Se con l'ausilio dei colori abbiamo codificato mode, epoche e tradizioni sicuramente codifichiamo un modo di essere, di percepire e farci percepire dagli altri. Lo chiamiamo stile. 
 Quello che prima magari non riuscivo ad integrare nel mio uso dell'armocromia. La peculiarità e l'individualità delle persone e del loro stile, dei modi di essere diversi. 
Se prima percepivo dei limiti di certo non erano i limiti dell’armocromia ma quelli che io stessa avevo in qualche modo posto a me ed al modo in cui mi relazionavo a questo mondo. Ho dovuto prima apprendere  che il messaggio dei colori va molto più i là del collocare le persone in determinate categorie e dare delle palette.
Una palette di colori dà l’input a prendere consapevolezza dell’immagine  che trasmettiamo all'esterno.
L'utilizzo dei colori e conoscere il loro effetto su di noi permette di creare uno stile proprio. Forse il punto è proprio questo: 
non si può scindere l’armocromia dallo stile personale, da un modo di essere; si può però utilizzare al fine di potenziare e rendere più nitida l’immagine che proiettiamo all'esterno.
Solo avendo piena consapevolezza del nostro potenziale possiamo scegliere di crearci uno stile che ci appartenga esclusivamente; e qualsiasi  cosa scegliamo di proiettare crea in altri emozioni ed impressioni, scegliamo di lasciare una traccia, un biglietto da visita personalizzato; questo a prescindere da moda, età o qualsiasi altro tipo di condizionamenti. 



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 Impronte che ci rendono unici, i colori che ci portiamo appresso, quelli naturali. Che appaiono uniformi e già etichettate  all'occhio inesperto o frettoloso. E che, senza ombra di dubbio, la moda e la società tendenzialmente vogliono uniformare ed etichettare.
Uno sguardo più attento coglie tutta la loro diversità, anche quando l’apparenza direbbe il contrario, anche quando sembrerebbe che i colori e le palette sono uguali. Diverse le sfumature, diverse le emozioni e l'impressione che suscitano. 

Calore e ricchezza:









Delicatezza:


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Fierezza e incisività:





Una palette è un abbecedario per iniziare a decifrare la vastità di espressioni contenuta nei colori. 
L’armocromia invece è il dizionario delle emozioni racchiuse in quella palette e le sue innumerevoli declinazioni.  
Un dizionario che traduce colori in emozioni e impressioni. Una sorta di linguaggio.

Solo con un tale dizionario e apprendendo tale linguaggio possiamo usare in piena consapevolezza i colori come mezzi di espressione di sé, dello stile personale. Usando i colori nelle declinazioni che ci appartengono, senza sforzo, con naturalezza.
E se mai scegliamo di non usare quelli della nostra palette lo si fa ancora, con cognizione di causa; sappiamo cosa vogliamo trasmettere e sappiamo esattamente come farlo. 
Per essere diversi:



Per celebrare l'essere donne:


Per  mandare un messaggio carico dell’emozione a chi abbiamo nel cuore:

Sara Kovacs
Sarà però una scelta consapevole pertanto ben vissuta. Questione di atteggiamento; atteggiamento di chi conosce le sue potenzialità e come esprimerle. 
L'uso del colore è un linguaggio che racconta quindi la propria individualità e suscita emozioni. Di tutti i tipi.

Forti e chiassose, di quelle che intimidiscono e delimitano confini:



 Delicate e rare... di quelle che mozzano il respiro:


Oppure volutamente contrastanti e non conformi:


E' questo il motivo per cui scelgo ancora l’armocromia: scrivere e contribuire ad arricchire il dizionario delle emozioni a colori. Per far sì che si conoscano le possibilità di esprimere il proprio stile e la propria individualità; e soprattutto perché  la scelta sia consapevole e non subita.







Spero abbiate gradito, il blog riapre, alla prossima quindi
Pia











































































4 commenti:

  1. Che bella notizia!
    E, ancora una volta, bellissimo articolo!

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    1. Grazie Pennella! Sono felice di averti fra i miei lettori

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  2. Sono felice di rileggerti!

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    1. Chiunque tu sia, ti ringrazio molto e apprezzo il fatto che tu mi legga :-)

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Grazie per il tuo commento!