mercoledì 8 febbraio 2017

Spartito cromatico


Stereotipo

ste·re·ò·ti·po/

aggettivo e sostantivo maschile
1.Comportamento convenzionale e ricorrente; schema fisso, luogo comune SIN cliché
2.In psicologia, qualsiasi opinione rigidamente precostituita e generalizzata, cioè non acquisita sulla base di un'esperienza diretta e che prescinde dalla valutazione dei singoli casi, su persone o gruppi sociali.


Se non fosse che finiscono per etichettare, sarebbero (e sono utili ), per dare un denominatore comune; costituiscono la base per poter, in seguito distinguere il diverso, ampliare la visione.
Usati come strumento di raffronto:

Stereotipo di femminilità (veritiero peraltro, ma non assoluto)- @Marylin from here and Audrey from here

"Contro" stereotipo di femminilità- non meno femminile/veritiero- @Photo from Pinterest


I luoghi comuni e gli schemi fissi hanno la loro utilità, senza alcun dubbio.

Anche in armocromia, perché parliamo di questo.
Le categorie armocromatiche sono nate così: osservazione di schemi di colore ripetitivi e ricorrenti, negli individui, e la reazione di questi schemi in presenza di determinati colori. Permettendo poi, di categorizzare le persone ed la loro naturale tavolozza, in base al tipo di risposta ai colori di vari intensità e temperature.

In seguito, sono stati aggiunte altre caratteristiche del colore come fattore determinante per delimitare le categorie cromatiche. E ne hanno beneficiato, coloro che prima non rientravano in uno schema abituale (del colore).
In questo caso, l'uso dello stereotipo è stato del tipo costruttivo: osservazione dello stereotipo, osservazione di coloro che non vi rientravano in tale tipologie; quindi usato come metro di paragone, ha permesso la creazione di nuove categorie.

Lo stereotipo diventa dannoso quando non si da spazio anche a ciò che, a prima vista, pur avendo le tutte caratteristiche di una determinata categoria, sembra comunque non riuscire ad adattarsi perfettamente 

@Photo from here


 In tal caso, diventano costrizione e impoveriscono.

@Pinterest


Bellissimi gli stereotipi invece, quando vengono usati come metro di paragone, di confronto, per scoprire diversità, creare nuove categorie; oppure, semplicemente per capire i limiti di una categoria, e adattarli a ogni individuo in parte: esattamente come si fa con un abito su misura.

@Photo from here



Ho già parlato dell'armocromia come strumento di consapevolezza; ho illustrato di come una palette soft si può abbinare ad uno stile incisivo (se è questo che si cerca), e viceversa palette intense abbinate ad uno stile femminile: quiquiqui e qui.

Ho illustrato come, pur avendo una palette soft/chiara, lo stile può essere comunque più "aggressivo" ( se è quello che ci definisce)
L'immagine tipo che il una palette di tipo chiaro richiama-pastelli e look bon ton- @Photo Luis Vuitton (Pinterest)

 
Un look costruito con i colori di una palette chiara- per nulla "bon ton"-@Photo from H&M 

L'idea comunemente associata allo stile abbinato ad una palette soft- colori e stile shabby chic- @Photo from Everythingspastel.wordpress.com

 
Lo stile che si può, se lo si desidera, ottenere da una palette soft- @Photo H&M Lookbook@Photo from Denimtherapy
Manca però un elemento, fondamentale, per poter farsi che armo cromia sia davvero espressione di sé.
L'interpretazione. O meglio, la reinterpretazione.

Parto da un esempio concreto.

Stereotipo: i colori per una Inverno Assoluto sono coloro freddi, croma alto, quindi intensi, e profondi. Il che, peraltro, è assodato che sia così.

@From this Pinterest board

@From this Pinterest board

@From this Pinterest board


Se una persona è veramente Inverno Assoluto, ha bisogno d’indossare colori con le suddette caratteristiche.
Il viso prende colore, gli occhi brillano, l’insieme dei lineamenti di questa persona verrà valorizzato. Semplicemente perché, secondo l’armocromia, le tonalità che indossa replicano lo schema di colori già presenti nel suo colorito naturale.

Può succedere però, che un’altra persona, della stessa categoria cromatica, non sia valorizzata del tutto.

Esempio? Audrey Tatou:

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Ho scelto lei soprattutto perché ha più o meno lo stesso valore chiaro/scuro di Zhang Ziyi: occhi e capelli scuri.
Mentre, il rossetto e il nero del abito sono colori che lei porta egregiamente, c'è qualcosa che non convince fino in fondo. Qualcosa che non si alinea perfettamente con Audrey. E come se ci fosse una nota stonata.
Ci si accorge meglio, nel vederla poi, con altri colori, sempre della sua palette:

@Pinterest


Sia Ziyi che Audrey hanno colori forti, freddi e contrastanti. Eppure, gli stessi colori, indossati secondo gli stessi "schemi" non funzionano allo stesso modo.

Non si tratta solo del fatto che hanno il viso e lineamenti diversi: è un ovvietà, come lo è anche il fatto che siamo tutti fisicamente diversi.

Succede, perché sono due personalità diverse, due modi di atteggiarsi diversi. Due energie diverse.

L’immagine che si ha di Audrey è di una donna leggermente boyish. Giocosa, frizzante e sicuramente con una sensualità molto francese. Pertanto, i colori della palette Inverno Assoluto, devono essere replicati secondo uno schema più affine all'immagine che ha e da di sé.
E che l'obbiettivo delle fotocamere cattura pienamente:

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Il bianco vicino al viso, e un rossetto in uno dei suoi rosa, riprendono e riproducono meglio la leggerezza e dolcezza che emanano dalle sue foto. 
Femminilità seduttiva senz'altro, reinterpretata in chiave leggermente sbarazzina, di certo non femme fatale.

Aggiungi didascalia

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Zhang Ziyi d’altra parte è una donna che a prima vista, ha una presenza più incisiva, bellissima, ma non c’è nulla di giocoso nell'immagine che trasmette:

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Di conseguenza il rossetto rosso (rosso che anche Audrey ha nella palette) e il look total black/red, riprendono e sintonizzano perfettamente con la sua presenza: femminile, con una nota d’intensità non trascurabile.

L’espressione di sé, attraverso i colori diventa davvero valorizzante (pienamente) solo se, nel indossare i colori, rispettiamo ed assecondiamo le sfaccettature di un modo di essere autentico.

Quante volte guardando una persona, l’impressione è: “che donna dolce”

@Pinterest

Oppure,che un altra ci faccia dire" una persona che sa il fatto suo"

@Pinterest


Si tratta di un insieme di fattori: movenze, la cadenza e il modo in cui camminiamo e soprattutto il viso e lo sguardo di una persona; tutti fattori che però sono dettati oppure influenzati dalla nostra energia personale/ modo di essere/ modo di atteggiarsi.

In qualunque maniera scegliamo di chiamarla, è una cosa ben percepibile e visibile, e il Reiki ne da una definizione molto pertinente:

Essenza Individuale, cioè quella peculiare caratteristica che distingue ogni essere da tutti gli altri. Secondo una interpretazione spirituale o filosofica potremmo parlare[...] concretamente di Personalità, Individualità, Carattere, Identità.http://www.reiki.it/ki-energia-individuale

Non si può fingere tale essenza, difficilmente la si può mascherare , e in tal caso, la maschera in qualche modo non fa altro che sottolineare la nota stonata.

@Photo from Laughing Squid


Senza abbinare l’armocromia allo stile non si può parlare di utilità della stessa.

Senza, invece, adeguare questi due strumenti a quel energia unica, la nostra personalità, si rimane nello stereotipo inteso come limite categorico; pertanto non utile all'espressione individuale.

Ogni giorno, codifichiamo ciò che siamo e vogliamo, in codici di colore e stile
Sono gli strumenti più emozionali e più rappresentativi che abbiamo per l’esprimere l’individualità.

E non mi riferisco ai diktat della moda, alle regole per vestirci a seconda della forma del corpo. Quelle sono regole e stereotipi che ci aiutano, e meno male che ci sono. Sono basati su riscontri oggettivi, per darci uno strumento di consapevolezza in più, nonché di valorizzazione dell’immagine.

Parlo dello stile personale, quello che da giovanissimi diventa, sempre più consapevolmente con il passare degli anni, il modo manifestazione della personalità e individualità. Affiniamo questa capacità,man mano che la consapevolezza di noi stessi aumenta.

Professione, ambienti che frequentiamo, la necessità di rientrare in alcuni standard (auto-imposti o non) , la comodità di conformarci a ciò che è già “sicuro, alla moda, sta bene così”, “devo farmi vedere così” - sono tutti fattori e criteri che sicuramente mettono dei paletti. Questo però non significa che non si possano superare oppure aggirare.

@Photo from Queener.tumblr.com

E' più facile però che il limite più grosso, sia proprio il modo che abbiamo di vedere la nostra categoria cromatica; un fraintendere l'uso della palette che abbiamo a disposizione.


Immaginate per un attimo, una ragazza molto rock, che, supponiamo, ama il balletto.

@Pinterest


L'immagine che si ha del balletto classico è questa:

@Pinterest


Lei, la ragazza grintosa e rock, non può indossare un abito simile. Non vuole, si sentirebbe un pesce sugli alberi.
Dovrebbe comunque vestirsi così, e odiare il balletto...oppure rinunciare a quello che ama?
Oppure è più sensato... modellare quello che è lo stile di una ballerina, sulla sua personalità?
Reinterpretazione personale, di un concetto stereotipato.


@Pinterest

Solamente quando il desiderio di sentirci bene “ nella nostra pelle” diventa necessità, perfezioniamo la capacità di proiettare all'esterno un immagine veritiera, e di conseguenza molto più bella e armonica.

E per questo motivo, viene naturale poi interpretare, o reinterpretare concetti, stili, forme e colori in chiave personale. Adattandoli a noi.

Succede perché abbiamo imparato ad ascoltarci:

@Pinterest

Perché sentiamo il bisogno sempre più impellente di essere quanto più noi stessi possiamo;       alla fine, conformarsi e tentare continuamente di aggiustare il tiro diventa stancante.

@Pinterest

@Pinterest


Perché abbiamo a tutti i costi bisogno di affermare e esprimere in totale libertà, la nostra individualità … e quale biglietto da visita più immediato, se non la nostra immagine?

@Pinterest


Quando si riescono a comprendere gli stereotipi/standard e uscirne è allora che riusciamo a proiettare all'esterno, un immagine complessiva di noi stessi, chiara e nitida. E sopratutto senza possibilità di fraintendimento.

@Photo from Pinterest -here

Non possiamo usare la palette per raccontare lo stile che ci appartiene, senza separarne l'utilizzo da un'idea preconcetta e stereotipata.

Lo stereotipo in cui facilmente si cade, è quello di associare la palette ad un immagine e provare ad adeguarvisi. Cosa molto difficile, e non naturale.

Usiamo i colori di una qualsiasi palette di ombretti a seconda dei nostri gusti e della forma dei nostri occhi, come è normale che sia, e non cerchiamo di adeguare il taglio degli occhi in base alla palette (esempio assurdo ma rende l'idea).

Per quale motivo quindi, dovremo tentare di adeguare il nostro personale modo di presentarci e di vederci, alla palette armocromatica? Perché non modellarla su di noi, a seconda di come siamo? (vedi casi Zyii Zhang e Audrey Tatou sopra).

Siamo uno spartito di note cromatiche, perfettamente armonizzate fra di loro. Bisogna trovare la chiave di sol: palette e stile, rivisitati e reinterpretati in chiave individuale.

@Photo from musicpiya.com

La palette personale armo cromatica, non fa altro che replicare quelle note cromatiche già esistenti nel nostro colorito.
Per poter essere utilizzata correttamente, però, bisogna ampliare la visione che si ha della  stagione armo cromatica e dell’interpretazione della palette; adattare questo schema di note cromatiche alla nostra individualità. E suonare le note, nella nostra personalissima chiave di  sol.

@ Photo credit Graphiconart.com

Se si riesce in questo, forse riusciremo a d uscire dai limiti ( immaginari) <<questa stagione è troppo “intensa” per come sono - questa è troppo smorta>>
Un'estate soft (esempio) indosserà colori della sua palette, sia per i vestiti che per il trucco, seguendo la tecnica da "manuale":

@Photo from here

Lo fa con naturalezza perché oltre a essere quelli i colori che la valorizzano, la sua personalità, l’energia che propone all'esterno è una di tipo delicato, una presenza accomodante. Parlo di sensazioni trasmesse a pelle, dell'impatto che si ha nel vedere una persona.
E poi, ci sarà quell'estate soft, che pur avendo la stessa palette, replicherà quei colori secondo una sua diversa e personale interpretazione: in armonia con un modo di essere più appariscente, più " marcato".

@From Pinterest borad-here

@ Photo from this Pinterest board



Sempre estate soft anche le altre due. Che utilizzano i colori della loro palette secondo uno schema diverso; che fa si che l'immagine non sia low key; la loro individualità, il loro modo di porsi, non riflette l'immagine stereotipo che si ha dell'estate soft.

Scelgono d'indossare la palette Estate Soft a modo loro: note cromatiche interpretate finemente in un altra chiave cromatica ..forse leggermente più "rock".

La stessa cosa, non meno frequente come "problematica", per una stagione profonda.
Ci sono le "tradizionali Inverno Profondo, che usano i colori della loro palette come da manuale. 
E l'immagine che abbiamo è quello di una donna bella, intensa: i suoi colori naturali le permettono di portare quel rossetto rosso , che alla fine noti e non noti. Perché il focus rimane il suo viso.


@Pinterest

@Pinterest board here



Sono personalità assertive, dinamiche e per nulla morbidi. O meglio, sicuramente sono personalità che in un modo o nel altro s'impongono, esigono attenzione. E una qualità intrinseca nella loro presenza, quella di farsi notare e dominare la scena: con o senza rossetto.

Ci sono, però, anche le Inverno Profondo, che pur avendo bisogno degli stessi colori, hanno bisogno di replicarli nel trucco e nell'abbigliamento, in un altro modo.
Hanno una presenza meno drammatica e devono riprodurre questo anche nel trucco e nel abbigliamento, per sentirsi a loro agio.

Si riflette nei lineamenti ( anche) e trasmettono un energia più pacata; non debole, semplicemente i loro tratti fisici e caratteriali riflettono un modo di essere meno "scenico", ma non per questo meno d'impatto.

Di solito sono le donne che poi, giustamente, dicono:
<<sarò anche un Inverno Profondo, ma io quel rosso sulle labbra, quei colori su di me... non so; amo i colori soft, mi piace vedermi con colori " tranquilli">>

E infatti, è qui che bisogna uscire dallo stereotipo e, invece di irrigidirsi sugli schemi da manuale, semplicemente usarlo per arricchire, per capire limiti e reinterpretare gli schemi..di colore:

Un esempio estremizzato, forse, che rende l'idea- trucco sui toni rosa del IP/IA e vestiti in toni neutrali della palette- @Photo from Pinterest Theatoria
@Pinterest


La tavolozza naturale è sempre quella. Hanno solo sintonizzato la palette alla loro personalità, al loro modo di vedersi, e perché no, di piacersi.

E visto che ho paragonato l'armocromia ad un linguaggio e alla musica, possiamo dire che le due IP sopra hanno utilizzato le stesse note di Kendall, per raccontare la loro personalità, in un'interpretazione cromatica personalizzata.

"I colori che mi stanno meglio" e lo stile che "amo" diventano restrittivi e limitanti, se non prendono in considerazione il fattore personalità.
@Pinterest

Un annetto e qualcosina fa, dicevo che l'armocromia è il linguaggio per esprimere se stessi attraverso l'immagine e la palette ne è il dizionario.
Senza ombra di dubbio.

Sessanta, o giù di lì, colori base, da usare per tradurre come siamo, e non viceversa.
Questione di personale reinterpretazione dei concetti.

@Photo from Pinterest


L'elemento che mancava era questo: l'esecuzione delle note cromatiche in base a una reinterpretazione personale, del nostro spartito cromatico.

Rimescolare i colori della palette e personalizzarne l'uso.

Ed ecco che, diventa più chiaro del perché, anche se della stessa stagione, due persone indossano gli stessi colori, con risultati diversi.
Solo così, la palette può diventare il mezzo d’espressione di sé, in toto; i nostri colori usati per raccontare l'essenza individuale.

Lo stereotipo, diventa solo un parametro costrittivo, che impoverisce, se non tiene conto dell'unicità individuale:

@Pinterest


Utilissimo strumento, quando viene invece usato come raffronto fra ciò che conosciamo, e ciò che si svela come nuovo, e richiede nuove soluzioni.
Permettendoci così non solo di rispettare l'individualità di ognuno, ma di arricchirci e di scoprire nuove forme d'arte.
Perché la reinterpretazione di un concetto è questo: una forma d'arte, in chiave personale


@Pinterest


Diventa un metro di misura per capire i limiti e parametri della nostra categoria cromatica, e rivisitare in chiave strettamente individuale come usare i colori della nostra palette.


Estate Soft



 


                           Inverno Assoluto - comune interpretazione ( e perfettamente valida)


 


                      Inverno assoluto- reinterpretato in chiave personale da Anne

In altre parole, adattiamo il dizionario al nostro modo di esprimere il concetto “ Io”.Perché, i vostri colori sono la vostra personale firma di bellezza; secondo vostra calligrafia.



Grazie per aver letto
Alla prossima
Pia


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